martedì 2 settembre 2014

ISIS manovrato dagli U.s.a.




IL NUOVO ORDINE MONDIALE AVANZA CON A CAPO USA E COMPANY.

DA UN LATO LA GUERRA IN UCRAINA PER COLPIRE LA RUSSIA E DALL'ALTRO GLI ISIS MANOVRATI DAGLI USA PER DESTABILIZZARE IL MEDIO ORIENTE E PRENDERNE IL CONTROLLO .

CREDETE VERAMENTE CHE GLI USA COMBATTONO CONTRO L' "ISIS " ?!

Molti vivono di illusioni e pensano che l'Europa trascinata dagli Usa possa ottenere benefici e non hanno capito che e' il NWO che avanza a tutta forza ...

Sono giorni che i disinformatori professionisti ci ricordano con altisonanti titoloni la malvagità dei jihadisti islamici, i loro efferati crimini, e ventilano un pericolo per l’Occidente da parte di siffatti mostri sotto forma umana. Adesso c’è l’Isis che ambisce, per i media finanziati da banchieri e industriali, a spodestare l’Uomo Nero negli incubi dei bimbi occidentali.
Mangia la minestra, o viene Al Baghdadi e ti porta via.


Prima questione: 

Per cominciare, sono sempre più schiaccianti le prove che indicano nell’Isis un prodotto americano.

Diversi articoli sul web hanno chiarito come da qualche anno a questa parte, ci siano stati diversi incontri tra importanti esponenti della politica Usa (come John McCain, senatore e ambasciatore ombra degli States) e i leader dei tagliagole jihadisti, incontri avvenuti quando già questi ultimi erano nella lista nera del Fbi. 

Secondo rivelazioni di Edward Snowden, il Gola Profonda del Nsa, il piano sarebbe stato la creazione di uno Stato islamico nei pressi di Israele, capace di attirare tutti i jihadisti per poi rivolgersi contro gli Stati islamici vicini, in primis la Siria di Assad. 

Al Baghdadi e i suoi sarebbero stati arruolati durante la prigionia a Guantanamo da Cia e Mossad, per svolgere questa funzione.

Per cui se l’Isis non lavora direttamente per gli Usa e Israele, rimane comunque un loro prodotto che – al limite – potrebbe essere “sfuggito di mano”, come suggerito da Hillary Clinton. 


Seconda questione: 

La decapitazione del giornalista Foley.

Secondo esperti forensi sentiti dal Times, il video della decapitazione è stato montato con pause e trucchi.
Sembra che l’omicidio sia avvenuto a telecamere spente, e che l’assassino sia stato un altro e non quello che appare come il “boia”. Inoltre gli esperti sollevano dubbi sulla decapitazione, per la mancanza di sangue e per gli strani suoni emessi dalla vittima.
Per cui non si può mettere la mano sul fuoco sull’autenticità del filmato. 


Terza questione: 

L’utilità strategica dell’Isis.

Oltre agli scopi per cui l’Isis fu creato, i nuovi tagliagole jihadisti tornano molto utili in questo periodo per stornare l’attenzione pubblica dal vero Stato terrorista, cioè Israele con i suoi 2.200 morti (solo negli ultimi due mesi) in Palestina.
Più si parla del malvagio Stato islamico, meno si parla del ben più malvagio Stato ebraico. La crudeltà di Israele nei confronti dei palestinesi da quasi 70 anni a questa parte è stata tale che, dopo l’appello di numerosi intellettuali, artisti e premi Nobel per un embargo militare allo Stato ebraico, anche alcune centinaia di sopravvissuti (e loro discendenti) all’Olocausto non hanno esitato a condannare il genocidio compiuto dagli israeliani.
E non credo li si possa accusare di “antisemitismo”. 


Quarta e ultima questione: 

Il vero terrorismo. Consiglio a chi legge due testi che definirei illuminanti per capire chi c’è dietro il vero terrorismo internazionale:

il primo e “Confessioni di un sicario dell’economia” di John Perkins, il secondo è “Perché ci odiano” di Paolo Barnard. Ho avuto la fortuna di intervistare entrambi, e nei loro libri ci sono tutti gli elementi (e i documenti) per capire come Usa, Gran Bretagna e Israele abbiano fomentato e attuato i peggiori atti di terrorismo a danni della popolazione civile dell’ultimo secolo, semplicemente per mantenere determinati Stati (e le rispettive risorse) sotto controllo. 

LA CIA FINANZIA ISIS ATTRAVERSO CONTI BANCARI SVIZZERI



E per far questo, non hanno esitato ad assoldare, armare ed addestrare i più efferati assassini in circolazione, gente in grado di fare a pezzi uomini, donne e bambini solo perché sostenevano una parte politica che voleva maggiore indipendenza dalle multinazionali e dagli Stati occidentali.

Di fronte a tutto ciò, la conclamata “superiorità” dell’Occidente e la sua crociata contro il terrorismo, risultano dei ridicoli giochi di prestigio per imbambolare un’opinione pubblica già fin troppo addormentata davanti alla Tv.
E per fargli dimenticare che, dietro alla coltre di fumo, c’è sempre il solito, vecchio capitalismo di stampo coloniale, che usa Stati Uniti, Unione Europea e Israele per continuare a predare le risorse del pianeta e mantenere un ferreo controllo sulla popolazione.
Incolpando, poi, di ogni male qualche fantoccio da loro stessi creato, tanto per deviare l’attenzione. Qualcuno, appunto, come i jihadisti dell’Isis.


ISRAELE VUOLE CONSEGNARE LA PALESTINA ALL'ISIS

Ad Aprile - quindi oltre due mesi prima dell'inizio delle operazioni israeliane - a Gaza gli uomini di Hamas hanno disperso una manifestazione dei simpatizzanti palestinesi dell'ISIS, che sventolando la bandiera nera dell'ISIS protestavano contro Israele, invocando una linea più dura da parte dei palestinesi nei confronti dello Stato ebraico. I fondamentalisti simpatizzanti del califfato islamico (che ad Aprile non era stato ancora ufficialmente proclamato da Al Baghdadi) contestavano anche le politiche di Hamas, giudicate "troppo morbide", e accusate di non avere ottenuto risultati per il popolo palestinese.

Ad Aprile (non so oggi, perché le cose potrebbero essere cambiate) i palestinesi che simpatizzavano per ISIS erano pochi, qualche centinaio di individui su una popolazione di 1.800.000 persone.

Ora le cose potrebbero essere cambiate: sia perché i raid israeliani di queste settimane - i più violenti dalla fine dell'intifada a oggi, hanno prodotto un numero di morti e di feriti senza precedenti, di gran lunga superiore alle precedenti operazioni - alimentano senza dubbio rancore e odio nelle persone che hanno visto morire o restare gravemente ferito, in molti casi con danni permanenti (mutilati o invalidi) amici e/o parenti, oppure hanno visto radere al suolo, senza motivo, la loro abitazione; ma non possono che generare odio anche i bombardamenti effettuati contro scuole, ospedali, edifici ONU, nonché i soprusi subiti da parte dei coloni, il fatto che sia impedito loro di coltivare i pochi terreni non strappati dagli insediamenti dei coloni, l'impedimento a pescare nelle acque territoriali palestinesi, l'isolamento - l'apartheid - a cui è relegata la popolazione palestinese, l'assistere alle scene di festeggiamento per i bombardamenti ed i morti palestinesi che si sono viste sulla famigerata collina di Sderot e nelle piazze israeliane, dove ci sono stati cori infami come "Niente scuola a Gaza, non ci sono più bambini" e tutte le altre note vicende che evito di menzionare perché potrei scrivere per ore.

Inoltre, la proclamazione del "califfato" di Al Baghdadi, e il fatto che ISIS abbia mostrato una certa forza, anche grazie alla visibilità mediatica ottenuta in tutto il mondo dal gruppo jihadista più estremista e dalla figura del leader autoproclamatosi califfo, Al Baghdadi, ha aumentato incredibilmente il numero dei simpatizzanti, facendo più che raddoppiare, in poco più di un mese, il numero dei miliziani a disposizione del gruppo. ISIS gode della simpatia, in particolare, di molti giovani musulmani, anche di quelli cresciuti in famiglie moderate che vivono in occidente, sui quali la propaganda del califfo riesce a fare presa.

Alcune settimane fa, l'ex capo del Mossad, Efraim Halevy, ha affermato che qualora dovesse cadere Hamas, salirebbero probabilmente al potere gruppi ben peggiori, come l'ISIS: 

"Hamas è sicuramente un pessimo interlocutore ma attorno c'è molto di peggio" - ha dichiarato l'ex capo del Mossad, che ha aggiunto: "Mi sto riferendo ai movimenti jihadisti che stanno sconvolgendo tutto il vicino mondo islamico. Già sappiamo cosa potrebbero fare alcuni di loro. Soprattutto uno di loro, l'ISIS, che ha già i suoi tentacoli nella Striscia di Gaza". (leggi tutto)

Se Israele continuerà con i raid, indipendentemente dalla caduta o meno di Hamas, l'ascesa dei movimenti jihadisti in Palestina sarà inevitabile; la sete di vendetta dei palestinesi, che in un contesto come quello che devono affrontare a Gaza si sono dimostrati fin troppo tolleranti, specie se paragonati ad altre realtà della zona, potrebbe diventare ingestibile e generare dei mostri.

IL GOVERNO AMERICANO NON VUOLE COLPIRE L'ISIS




NON DIMENTICHIAMO COME È SALITO AL POTERE HAMAS

Per giustificare i raid, Netanyahu ed i media israeliani puntano il dito contro Hamas: 

"Hamas vuole distruggere Israele" - "Dobbiamo disarmare Hamas" - "dobbiamo distruggere Hamas" - "Hamas usa i civili come scudi umani" - "Hamas usa i civili per proteggere le armi" - "Hamas... Hamas... Hamas..." etc. e con la complicità dei mass media fanno sembrare, agli occhi dei cittadini che conoscono solo a sommi capi, o non conoscono affatto, la storia della Palestina, che il problema, la causa della guerra e di tutti i mali sia Hamas, "DIMENTICANDO" che i problemi sono iniziati nell'immediato dopoguerra, con la nascita dello stato di Israele (vedi la scheda Wikipedia dedicata al conflitto arabo-palestinese) e che Hamas è stato fondato solo nel 1987, ed è salito al potere in Palestina, mediante libere elezioni, solo nel 2006, con il 44% dei consensi, mentre Al Fatah, che aveva governato fino a quel momento, si fermò al 41%.

Hamas nel 2006 ha vinto le elezioni, proponendo una linea più dura di Al Fatah, perché quest'ultimo non era riuscito ad ottenere niente, e anzi la situazione si era costantemente aggravata. 

E' infondata la preoccupazione circa il fatto che se la situazione continua così, le organizzazioni più estremiste possano ottenere un consenso crescente tra la popolazione palestinese, aumentando la propria influenza sui cittadini e sulla vita politica, e magari giungere al potere? Noi crediamo di no.



SEAN PENN: Bush e company hanno creato l'Isis






ISRAELE NEGLI ANNI

Come evidenzia, seppure in modo grossolano, la mappa dei territori riportata sopra - ha relegato la popolazione palestinese in un fazzoletto di terra, strappando sempre nuovi terreni, sui quali sono sorti gli insediamenti dei coloni, in territori occupati in violazione dei trattati internazionali. E in queste settimane Israele ha annunciato la creazione di una "buffer zone", una "zona cuscinetto" di sicurezza per impedire ad Hamas di creare tunnel, che a loro detta "sarebbero utilizzati per colpire Israele e uccidere cittadini israeliani"; ma noi non abbiamo ricordanza di questi "massacri tramite i tunnel", dai quali è vero che entrano nel territorio anche i razzi (non dal confine israeliano però, ma da quello egiziano) ma sono utilizzati sopratutto per portare a Gaza beni di prima necessità: che a causa dell'apartheid - la chiusura dei valichi - non possono essere importati altrimenti. Dai tunnel arrivano a Gaza principalmente medicinali, cibo e altri beni di prima necessità: una risorsa indispensabile per sopravvivere, e se saranno eliminati, la popolazione di Gaza non riuscirà a sopravvivere, sarà messa in ginocchio, e questo non potrà che avere ripercussioni negative. Quando una persona non ha nulla da perdere, è capace di tutto.

Nell'articolo citato in precedenza, circa le dichiarazioni dell'ex capo del Mossad, Efraim Halevy, questo afferma che Netanyahu alla fine eviterà di distruggere definitivamente Hamas per scongiurare l'ascesa al potere delle frange più estreme, ad iniziare dall'ISIS; ma il piano diabolico di Netanyahu per risolvere la "questione palestinese", potrebbe essere proprio questo: esasperare i palestinesi al punto da portarli ad aderire alle formazioni più estremiste, che propongono di alzare i toni, predicano la vendetta ed il ricorso al martirio (gli attacchi kamikaze, una "specialità" dei miliziani ISIS) in modo da avere "finalmente" la giustificazione per spazzare via la Palestina. 

Che gli israeliani non abbiano intenzione di rinunciare ai territori in favore del popolo palestinese, ovvero la creazione di uno Stato palestinese, è fin troppo evidente; nonostante la costante sollevazione dell'opinione pubblica mondiale e le "condanne" - rigorosamente solo a parole - dell'ONU, hanno costantemente occupato sempre nuovi terreni, in barba alle convenzioni internazionali.

Le mostruosità a cui stiamo assistendo in Iraq ed in Siria da parte dei terroristi ISIS, che gli USA hanno finanziato e armato - come ha rivelato Snowden, e come hanno ammesso un senatore USA e persino Hillary Clinton - con la probabile collaborazione del Mossad, fornirebbero a Israele il sostegno dell'opinione pubblica necessario per distruggere la Palestina, magari iniziando le operazioni dopo un "false flag", come il rapimento e l'uccisione dei tre giovani coloni israeliani, addebitata ad Hamas solo per giustificare l'operazione militare che da tempo avevano pianificato. Il capo della polizia israeliana oltre ad aver "scagionato" Hamas, ha affermato che se fossero stati loro a rapire i ragazzi, lo avrebbero saputo subito. E' notorio che Israele ha infiltrato nell'organizzazione palestinese numerose "talpe", che in cambio di benefici personali vendono le informazioni a Israele. Un'operazione di una violenza senza precedenti che, dopo un lungo periodo di sofferenza, provocato dalla mancanza di beni essenziali che fino ad oggi sono arrivati in Palestina solo grazie ai tunnel, porterebbe la popolazione a emigrare in massa, e nei territori resterebbero poche decine di migliaia di persone, che sarebbero confinate in una "riserva" stile indiani d'America, facilmente controllabile, da impiegare come manovalanza a basso costo nelle aziende israeliane...

Ovviamente lo scenario descritto sopra illustra solo un'ipotesi, che però appare fondata, alla luce dell'evoluzione della situazione palestinese. Se saranno eliminati i tunnel e non saranno riaperti i valichi, i palestinesi si troveranno a vivere in un inferno ben peggiore di quello attuale.


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