domenica 7 agosto 2016

Come Facebook ti fa piacere pagine fan a tua insaputa




Da quando Facebook ha permesso l’acquisizione onerosa di nuovi fan e la possibilità di pagare per offrire più visibilità ai post pubblicati sulla propria pagina, gli utenti sono diventati a tutti gli effetti dei prodotti messi in vendita.  

Per togliere i " Mi piace " su pagine fan Facebook che avete a vostra insaputa, procedete dal vostro profilo.
Basta semplicemente andare nella sezione " Mi piace ". Visualizzate tutte le pagine fan e su quelle che sono state messe il "Mi piace " a vostra insaputa fleggate " Non mi piace piu' ".
Se non trovate la sezione perche' l'avete nascosta nel vostro diario, andate nella sezione " Amici " (dove compaiono le foto delle persone con cui avete l'amicizia) in alto a destra " Gestisci sezioni " mettendo il fleg su " Mi piace " e salvate .
Vi comparira' di nuovo la sezione che avevate nascosto nel vostro diario come si evidenzia nella foto



E’ gratis e lo sarà per sempre ? Il messaggio, a questo punto, appare non poco fuorviante visto che gli iscritti diventano addirittura fan di pagine e personaggi pubblici a loro insaputa. Un po’ come se la Nike potesse pagare una società terza per costringerci a fargli da sponsor, senza però scucirci un solo cent. Di fatto, veniamo tutti utilizzati, insieme alle nostre informazioni personali, come vera e propria merce di scambio.

Eh si perché è proprio così che funziona: Facebook utilizza i propri utenti per promuovere pagine che tali utenti neppure conoscono. Nel caso di Pepe, la pratica scorretta è forse ancora più eclatante, con un like “estorto” al politico di un partito avversario. Per Manca si tratta invece di un gradimento mai espresso per una pagina ed una società che neppure conosceva. 

E a questo punto occorrerebbe spulciare per bene tutte le condizioni d’uso e le varie clausole vessatorie accettate con un semplice click (quando occorrerebbe un pool di avvocati esperti per analizzare il contratto digitale che si firma) e capire se è contemplata la possibilità di farti iscrivere e poi mettere like al tuo posto a pagine che magari addirittura detesti. Naturalmente, dopo aver verificato questo non trascurabile dettaglio, occorrerebbe in ultimo capire se è concepibile ed accettabile una simile pratica, senza che l’utente-prodotto né sia messo al corrente o possa guadagnare qualcosa grazie al suo involontario ruolo di sponsor. 

Se clicco mi piace ad una pagina, infatti, tutti i miei contatti potranno notare la mia azione che verrà sottolineata da un post nella loro newsfeed (vedi foto sopra). Questa attività, quindi, è una vera e propria promozione che l’utente fa. Ovviamente, e non si dovrebbe nemmeno precisarlo, non si tratta di classico like o clickjacking né di script specifici che sfruttano alcune falle di Facebook per “catturare” nuovi fan in maniera illegale. In entrambi i casi, infatti, gli utenti non risultavano realmente iscritti ma apparivano solo come titolari del mi piace. Cioè risultava esclusivamente il loro like sulle newsfeed dei rispettivi contatti, senza che i loro profili fossero realmente fan delle pagine.

Peccato che oramai i casi di promozione involontaria di personaggi pubblici, marchi e aziende siano sempre più numerosi ed evidenti. Qualcuno da Menlo Park si preoccuperà di spiegare come mai posso ritrovarmi tra i fan di una pagina alla quale non regalerei mai un mi piace? 

E se questa pratica è accettabile e soprattutto legale? Ma a questo punto non sarebbe meglio proporre un pagamento simbolico (come per WhatsApp) e lasciare agli utenti paganti la totale libertà di regalare i propri apprezzamenti a chi desiderano, senza usare i loro nomi e le loro identità virtuali per promuovere attività a loro magari per nulla gradite? Com’è possibile che ancora nessuna autority sia intervenuta? Come si può permettere alle multinazionali digitali, tra l’altro in questo caso anche monopoliste, di muoversi in un clima i così eclatante far west normativo?



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