martedì 2 agosto 2016

The British Israelites: Storia di una potente setta Anglo-Americana




Inghilterra, Stati Uniti e Israele, uniti per creare il regno di Dio sulla Terra. 


"Il mondo si divide in tre categorie di persone:


  • 1 . Un piccolissimo numero che fanno produrre gli avvenimenti
  • 2. Un gruppo un po’ più importante che veglia alla loro esecuzione e assiste al loro compimento, e infine
  • 3. Una vasta maggioranza che giammai saprà ciò che in realtà è accaduto"

(Nicholas Murray Butler, membro del Council on Foreign Relations (CFR) e capo del British Israel).


Qual è il ruolo delle società segrete nei vari Governi? Vi sono esoterismi che delineano gli scenari del mondo? Col "Nuovo Ordine Mondiale", definizione coniata dall’ex presidente americano George Bush padre, si vuole realizzare un occulto disegno?

Mi sono sempre chiesto che cosa leghi così saldamente due paesi come gli Stati Uniti e la Gran Bretagna (ma potremmo aggiungere anche Israele...) su gran parte delle questioni strategiche contemporanee? Lo stesso primo Ministro Brown, nei giorni stessi in cui il Papa era in America, è andato da Bush (vedi qui) per riaffermare che i rapporti tra i due paesi sono inossidabili e convergenti praticamente su tutti i problemi all'ordine del giorno: Iraq, Iran, economia, Palestina, ecc... È come se un filo rosso nascosto tenesse legati misteriosamente questi due paesi allo stesso destino. E il filo rosso c'è e non da adesso... Si tratta di una setta esoterica paramassonica chiamata "The British Israelites" che detta le grandi linee globaliste della politica  estera dei due paesi. 

Insomma, quando sentite parlare di globalizzazione o anche di Nuovo Ordine Mondiale sappiate che dietro ci sono anche i "British Israelites", cioè coloro che vedono nell'etnia anglosassone protestante (con annesso il giudaismo mondialista) il nuovo Israele. A loro Dio avrebbe infatti dato il compito di creare il regno di Dio sulla terra. I popoli anglosassoni, secondo i "British Israelites", sono come il vasaio con la creta: ad essi è stato dato il potere di manipolare la storia contemporanea per poterla plasmare (nel bene e nel male) a loro piacimento, poiché a loro appartiene l'Imperium Mundi.

«Questo movimento nacque ufficialmente a Londra nel 1919, ma certamente, sotto altre forme, ha operato anche in epoca anteriore: si doveva probabilmente ad esso la riconciliazione tra il Palladismo americano ed il Rosacrucismo inglese; di questa riconciliazione ed alleanza il BRITISH ISRAEL era segno e programma. Gli elementi costitutivi del programma erano il biblismo protestante permeato di temporalismo giudaico per l'aspetto religioso, l'imperialismo anglosassone per l'aspetto politico ed il fabianismo per l'aspetto economico. Il BRITISH ISRAEL vedeva (e vede tuttora) il vero popolo di Dio nei popoli Anglosassoni, ai quali apparterrebbe di diritto l'Imperium Mundi. La Gran Bretagna, i dominions, gli Stati Uniti, e i Giudei costituirebbero tutta la razza di Israele a cui spetta di instaurare un governo mondiale chiamato, nelle Sacre Scritture, il regno di Dio. La dinastia ed il trono d'Inghilterra sarebbero la discendenza ed il trono del re DAVID.


IL BRITISH ISRAEL


è quindi, innanzitutto, un movimento razzista, che ripone ambizioni e mezzi nella potenza politica Anglosassone. Il popolo protestante degli Stati Uniti discenderebbe dalla tribù di MANASSE, quello protestante inglese da EFRAIM; nel regno di Dio da essi instaurato gli altri popoli, razze inferiori, potrebbero essere soltanto chiamati a partecipare al regno, perché unicamente alla pura razza ariana anglosassone spetta il dominio del mondo. Nei rapporti col cattolicesimo il BRITISH ISRAEL rivela la sua assoluta mancanza di scrupoli: secondo esso le nazioni cattoliche romane (Francia, Spagna, Italia, Germania, ecc.) saranno vittime della collera divina (proprio come diceva JMURRAY BUTLER, (1862-1947) uno dei principali profeti del gruppoAN AMOS KOMINSKY, alias COMENIO) che le spazzerà via per sempre. 

Ciò non potrebbe avvenire se non attraverso una rivoluzione atea sul continente: il suo mezzo, il comunismo MURRAY BUTLER, uno dei principali profeti del gruppo affermava nel 1937: «Il comunismo è lo strumento col quale si getteranno a terra i governi nazionali, a favore di un governo mondiale, di una polizia mondiale, di una moneta mondiale». Il BRITISH ISRAEL è stato fin dalla nascita collegato con una società segreta, il cui apparato esterno è rappresentato dalla TAVOLA ROTONDA. Questa organizzazione, di cui fecero parte Lord MILNER e Lord ROTHSCHILD, era finanziata dalle banche LAZARD BROTHERS e MORGAN.


Nello stesso 1919, che vedeva nascere ufficialmente il BRITISH ISRAEL, uomini legati a questa organizzazione ed alla Tavola Rotonda, decidevano a Parigi la creazione del ROYAL INSTITUTE of INTERNATIONAL AFFAIRS (R.I.I.A.). La sezione americana di questo istituto prese il nome di COUNCIL on FOREIGN RELATIONS (C.F.R.); entrambi dirigono attualmente la politica estera inglese ed americana» (vedi qui).

Rivoluzione atea, stato di degrado morale e civile, confusione, spossatezza e lotta al cattolicesimo, questo il programma di questa setta occulta che ha avuto, non possiamo negarlo, un notevole successo in Europa negli ultimi 50 anni.  Tanto che «In Europa, la distruzione dei residui di sovranità nazionale per instaurare quello che l'ex premier britannico Tony Blair saluta entusiasticamente come il nuovo ordine “post-Westfalia”, passa attualmente per il Trattato di Lisbona che prevede l'instaurazione di un governo unico a Bruxelles, di una dittatura che nessun europeo ha votato. Il progetto di un super-stato europeo, dominato da interessi privati oligarchici, fu l'essenza dei movimenti fascisti nell'Europa del XX secolo, che aveva all'origine il piano della sinarchia mondiale concepito da Saint-Yves d'Alveydre e che è passato attraverso i vari disegni di Hitler, di Mussolini, dell'Unione PANEUROPA di Coudenhove-Kalergi e della “Europe a Nation” di sir Oswald Mosley» (vedi qui).

In questo modo, quando le masse saranno spossate e stanche, dovrebbero reagire cercando un protettore o un benefattore al quale sottomettersi liberamente. Ed allora sarà Il Nuovo Ordine Mondiale (e il Trattato di Lisbona sembra essere una tappa importante verso questo fine), il Regno di Dio sulla terra, magari dopo un nuovo olocausto di popoli, perché c'è già qualcuno che dice (Al Gore) che la terra non può sfamare tutti...

E così il dollaro cola a picco, il petrolio va alle stelle, milioni di ettari di terre coltivabili vengono sottratte al ciclo alimentare per creare biocarburanti, la speculazione sulle materie prime e sui generi alimentari di base impazza, milioni di persone sono ormai alla fame e alla miseria più nera. Chi crede che tutto questo avvenga solo per puro caso o per un infausto destino congiunturale è un ingenuo che crede ancora alle favole che gli raccontano i giornali, le TV e i governi.

Purtroppo la Chiesa su queste questioni non parla molto... Ma dovrà forse farlo più presto di quanto si possa pensare perchè nel cuore del Nuovo Ordine Mondiale, a cui stanno lavorando le oligarchie mondiali ed europee, si sta preparando il suo più acerrimo nemico previsto dalle S. Scritture, cioè l'Anticristo.

Un maestro per Al Gore è sicuramente T. Malthus. Nel suo "Saggio sul principio della popolazione" del 1798 [...] T. Malthus descrisse la "necessità" del genocidio sistematico. Si noti come la tendenza genocida resta la caratteristica invariante dell'empirismo britannico di allora e di oggi:

“Tutti i bambini nati in eccesso rispetto a ciò che sarebbe necessario al mantenimento della popolazione a questo livello debbono necessariamente perire, a meno che per loro non sia fatto posto dalla morte di persone adulte. Per questo occorre facilitare e non prodigarsi inutilmente e stupidamente a ostacolare quelle operazioni della natura che producono quella mortalità; e se temiamo le troppo spesso ricorrenti visite delle forme orrende della fame, noi dobbiamo assiduamente incoraggiare le altre forme di distruzione che noi costringiamo la natura ad usare. Invece di raccomandare l'igiene ai poveri, dobbiamo incoraggiarli ad abitudini opposte. Nelle nostre città dobbiamo costruire le strade più strette, sovraffollare le case con più persone e sollecitare così il ritorno della peste. In campagna dobbiamo costruire nei pressi delle acque ristagnanti ed incoraggiare particolarmente gli insediamenti in zone palustri ed insalubri. Ma soprattutto dobbiamo deprecare i rimedi specifici contro l'esplodere delle malattie e quelle persone bene intenzionate, ma che errano grandemente, che credono di rendere un servizio all'umanità ideando dei sistemi per eradicare completamente i particolari disordini."... (vedi qui)

La rappresentazione grafica dell'Impero Britannico


L’ISRAELE BRITANNICO


Nel 1587, in una lettera datata 27 aprile e indirizzata a John Foxe, Sir Francis Drake scrive: 

<<Che Dio sia glorificato, la sua Chiesa e la sua Regina preservate, i nemici della verità vinti e che possiamo avere ininterrotta pace in Israele>>

Che significato può avere tutto ciò ? La questione si riallaccia alla bizzarra credenza dell’anglo-israelismo in relazione alle tribù perdute di Israele. Morto Salomone, narra la Bibbia, le dodici tribù di Israele si divisero in un regno del Nord (di Israele), che riuniva dieci tribù, e in un regno del Sud (di Giuda) - con capitale a Gerusalemme – che riuniva le tribù di Giuda e di Beniamino. Nell’VIII° secolo gli Assiri occuparono il regno di Israele e deportano le dieci tribù del Nord. Che ne fu delle dieci tribù del Nord? Gli storici, quasi unanimamente, sono convinti che esse si siano disperse, verosimilmente assimilate dai popoli presso cui erano state deportate.

Questo svolgimento dei fatti non è stato accettato da tutti ed ecco sorgere le teorie più strane, in particolare dal Seicento in poi. La più importante di queste afferma che gli anglosassoni, in particolare modo gli inglesi, sono i discendenti diretti delle "tribù scomparse". Da queste ed altre astruse credenze e interpretazioni si origina una dottrina segreta, che non è affatto da sottovalutare e, più avanti, ne vedremo il perché. La setta impregnata di questa ideologia occulta esprime chiaramente il convincimento che l’Inghilterra fosse stata la nazione prediletta da Dio e cova una forte ostilità verso la Chiesa cattolica. Nel 1594 John Napier, insigne matematico (inventò i logaritmi), pubblicò il libro "Chiara rivelazione dell’intera apocalisse di San Giovanni", nel quale, rivolgendosi ad Edoardo VI, annunciava: 

<<Il gran giorno, nel quale piacerà a Dio chiamare la vostra Maestà, o i vostri eredi o gli altri principi riformati, a quella grande universale riforma e distruzione di quella città e di quel trono anticristiano, Roma>> (C. Hill, L’Anticristo nel Seicento inglese, Milano 1990, pag. 25). Lo scienziato Isaac Newton era ugualmente certo che il papa fosse l’Anticristo.


Cromwell, all’inaugurazione del nuovo parlamento inglese, il 4 luglio 1653, nel suo discorso inaugurale, pronunciò con enfasi queste parole:

<<In verità voi siete chiamati da Dio a governare con Lui e per Lui... Confesso che mai avevo sperato di vedere un giorno come questo, in cui Dio ci desse tale testimonianza... la vostra è una chiamata dall’alto... possa essere, questa, una porta aperta alle opere che Dio ha promesso e profetizzato... Noi conosciamo coloro che saranno gli alleati dell’Agnello nella guerra contro i suoi nemici. Essi devono essere un popolo chiamato, eletto e fedele... Io sono sicuro che qualcosa ci attende, che ci troviamo su di una soglia... e qualcuno di noi ha pensato che fosse nostro dovere porci su questa strada e non considerare invano quelle profezie di Daniele e dell’Apocalisse, e il regno non verrà affidato ad un’altra nazione>> 
(G. Vola, Il millennarismo nella rivoluzione inglese: i quintomonarchisti, <<Annali della Fondazione Einaudi>>, Torino 1973, pag. 92)

Esaltazioni incredibili portarono altri a credersi nientemeno che il Messia:

"William Franklin, Arise Evans, che aveva detto al Deputy Recorder di Londra di essere il Signore Dio suo, Theaureaujohn, Re degli Ebrei; Mary Gadbury era la sposa di Cristo, Joan Robins e Mary Adams credevano di essere sul punto di dare alla luce Gesù Cristo" (C. Hill, op. cit., pag. 238).

La tesi dell’"Israele britannico" fu esposta, nel secolo scorso, dal medico inglese John Wilson, che nel 1840 diede alle stampe un curioso volume dal titolo "Our Israelitish Origin" (La nostra origine israelita) e da George Moore (1861) nel libro "The Ten Tribes" (Le dieci tribù). Paradossalmente Wilson asseriva che gli inglesi discendono in linea diretta dalla tribù di Efraim. Nel suo secondo libro "The Millennium", pubblicato due anni dopo, arriva alla conclusione dell’imminenza del ritorno di Cristo sulla Terra. Fin qui si potrebbe obiettare che sono solo fantasticherie di menti esaltate. I nostri scrittori inglesi, invece, ebbero dei seguaci che seguirono le loro orme.

Il reverendo Glover, nel 1861, scrisse, tra l’altro, di aver trovato connessioni tra il leone inglese e quello della tribù di Giuda. Edward Hein di Manchester, nel 1870, diede alle stampe un altro capolavoro di assurdità che intitolò "The English Nation Identified with the Lost House of Israel by Twenty-seven Identifications" (La nazione inglese identificata con la tribù persa d’Israele tramite ventisette elementi d’identificazione). In quest’opera assicurava:

<<E’ del tutto impossibile che l’Inghilterra venga mai sconfitta…>> (vol. II, pag. 71).

In una successiva edizione del 1874, che vendette fino al 1910 ben 405.000 copie, vennero inseriti altri nuovi venti dati identificativi. Egli sosteneva, similmente a Wilson, un ritorno di Gesù imminente. Hein si disse convinto che:

<<Armageddon si profila in distanza. Sarà il tempo quando quasi l’intero mondo si radunerà in battaglia contro di noi, e dobbiamo essere pronti>> (E. Hein, Our Israelitish Origin, pag. 97).

Con ciò si affermava la superiorità della casta inglese che, appunto perché, come essi credevano, "vero Israele", acquistava un ruolo di supremazia sul mondo.

Queste idee si rinforzarono nel contesto dell’età vittoriana; l’impero britannico era al vertice della sua grandezza. Quando questo periodo d’oro ebbe termine, un seguace della strana dottrina affermò che tutto ciò era finito perché l’Inghilterra si era inimicata Dio e spiegò:

<<La misura della nostra disgrazia e della nostra abiezione è la misura della nostra lontananza da Dio Onnipotente>>. 

Hein, tuttavia, trovò presto una alternativa; se era vero che l’Inghilterra si era inimicata Dio, non si poteva dire ugualmente dell’America e, ribadendo che l’America aveva avuto origine da anglosassoni bianchi e protestanti, concluse che, perciò, era questa nazione che discendeva dalla tribù di Manasse.

E’ utile sottolineare che <<Lo storico dell’arte fabiano John Ruskin, alla fine dell’800, entusiasmava la gioventù aristocratica predicando la superiorità anche razziale della casta signorile britannica, a cui come ‘vero Israele’ era offerto il dominio del mondo: una missione morale, poiché il mondo andava incivilito estendendo ad esso, volente o nolente, i benefici del superiore umanesimo britannico>> M. Blondet, Complotti - I fili invisibili del mondo - 1. Stati Uniti, Gran Bretagna,Milano 1995, pag. 49).

A proposito del termine "vero Israele", Arnold Toynbee nel suo libro del 1934: "A Study of History", scrive:

<<Fra i protestanti di lingua inglese si trovano ancora alcuni fondamentalisti che si reputano "il popolo eletto" nel senso letterale del termine, quale viene usato dal Vecchio Testamento. Questo ‘Israele Britannico’ fa fiduciosamente risalire il suo ceppo fisico alle scomparse Dieci Tribù>> (A. Toynbee, Panorami della storia, Milano 1954, vol. II, pag. 53).

Il convincimento che la monarchia inglese fosse l’erede del regno di Israele concedeva ratificazione biblica all’imperialismo britannico. Toynbee parrebbe l’unico storico a sapere dei British-Israelites; a questo punto potrebbe essere interessante il fatto che egli collaborò con l’Intelligence Service e ciò potrebbe spiegare la sua conoscenza approfondita della questione.

Sono vitali ancora oggi queste dottrine occulte? Maurizio Blondet ci informa:

<<Nel 1991, mentre ero a Washington (infuriava la Guerra del Golfo), mi capitò... di constatare che i British Israelites esistono tuttora. Conservo un loro curioso libretto che pubblicarono allora, The Prophetic Expositor, che è una summa delle loro credenze>>. Blondet si dilunga sulle loro convinzioni:

<<Presto tornerà il Messia e instaurerà il Regno di Dio, che sarà ‘un regno concreto e materiale, con territorio, leggi, popolo e trono’. Sarà ovviamente la Casa Reale Britannica, ‘discendente da Davide’, a occupare quel trono>> (M. Blondet, op. cit., pagg. 87, 90).

Anche il primo ministro britannico Tony Blair ha parlato agli inglesi con uno strano linguaggio, che è sembrato simbolico e, per certi versi, settario. Ecco come il "Corriere della Sera" (1 ottobre 1997), ha dato la notizia:

<<Toni messianici al congresso nel discorso del premier acclamato come il più popolare del secolo. Blair: "Torneremo i migliori" - l’inviato del Corriere prosegue - Tony Blair ha tenuto a Brighton il più millenaristico discorso a un congresso di partito che i veterani della politica britannica ricordino. (...). Aveva visto giusto ieri il Daily Telegraph a prevedere dal premier laburista "un misto di rivoluzione culturale maoista e di predicazione da tele-evangelista">>.

Vi sono fondati motivi per credere che <<l’ideologia che l’opuscolo The Prophetic Expositor esprime in modo così ridicolmente estremo, sia una sorta di dottrina segreta coltivata nella cerchia interna dei fedelissimi alla Corona, e intimamente legata alla religione di Stato britannica, l’Anglicanesimo. ...in tempi a noi vicinissimi (nel 1952) Sir Oliver Locker-Sampson, alto esponente conservatore... intervistato sui motivi della costante politica inglese a favore del Sionismo e dello Stato d’Israele... rispose: 

"Winston (Churchill), Lloyd George, Balfour e io siamo stati allevati come protestanti integrali, credenti nell’avvento di un nuovo Salvatore quando la Palestina ritornerà agli ebrei". Di fatto, non è facile spiegare razionalmente, in termini di Realpolitik, l’ostinazione della politica britannica a favore del Sionismo>> (M. Blondet, op. cit., pag. 92).

Abbiamo visto che il ruolo "divino" era stato perso dall’Inghilterra a causa del suo comportamento e che ben presto fu rimpiazzata da un Israele americano. Non è assurdo credere, a questo punto, che

<<Benjamin Franklin obbediva alle stesse suggestioni quando, come membro del ‘Triumvirato’ incaricato di disegnare il sigillo degli USA, proponeva nel 1776 di raffigurarvi ‘Mosé che divide il Mar Rosso mentre il Faraone e i suoi armati sono sommersi dalle acque>> (Ibidem, pag. 96).

Stupirà ancora di più sapere che il simbolo dell’aquila poi adottato come suggello dell’America, secondo David Austin, derivava proprio dall’Apocalisse:

<<che ne è divenuto dell’aquila sulle cui ali la donna perseguitata (Ap., 12,14) fu portata nella wilderness americana, non si potrebbe rispondere che essa si è posata sul sigillo civile degli Stati Uniti?>> (S. Bercovitch, America puritana, Roma 1992, pag. 175).

Scrive lo storico Romolo Gobbi:

 <<Dello stesso parere fu Samuel Sherwood che, invocando lo stesso passo dell’Apocalisse, lo collegò ad altri brani del Vecchio Testamento: "Voi avete visto cosa ho fatto agli egiziani, e come vi ho portati su ali d’aquila (...). Per questo adesso (...) voi sarete per me una nazione santa" (Es., 19, 4-6) e "con le ali salirete in alto come le aquile" (Is., 40, 31). (...). Il fatto stesso di aver raggiunto l’indipendenza nazionale rilanciò il mito del popolo eletto, della <<Nazione Redentrice>>: così, ad esempio, si espresse il colonnello David Humphreys, aiuto e protetto del generale Washington, nella premessa al suo Poema sulla Futura Gloria degli Stati Uniti d’America: "L’America, dopo essere stata nascosta per molti anni dal resto del mondo, fu probabilmente scoperta, nella maturità del tempo, per diventare il teatro in cui rivelare i più illustri disegni della Provvidenza, nei suoi doni alla razza umana">>
(R. Gobbi, Figli dell’Apocalisse, Milano 1993, pagg. 220-221).

Queste sono le assurde premesse sulle quali si fonda il fondamentalismo americano che vede ogni sua guerra come una sorta di crociata. L’ex presidente USA, Ronald Reagan, abbracciò questa dottrina segreta e pronunciò discorsi dai toni messianici infuocati:

<<Tutte le altre profezie che si dovevano realizzare prima di Armageddon sono avvenute. Nel trentesimo capitolo del profeta Ezechiele si dice che Dio raccoglierà i figli di Israele dalle lande pagane dove sono stati dispersi per riunirli di nuovo nella terra promessa. Dopo 2000 anni, questo momento è finalmente giunto. Per la prima volta nei tempi, ogni cosa è pronta per la battaglia di Armageddon e il secondo avvento di Cristo>>. E, ancora, rivolgendosi ai soldati americani, l’ex presidente Ronald Reagan tuonò: <<Voi oggi state respingendo le forze del male che vorrebbero estinguere la luce che noi abbiamo custodito per 2000 anni>>
(Le due frasi di Ronald Reagan sono citate da Majid Valcarenghi e Ida Porta, in "Operazione Socrate", Firenze 1995, pagg. 101-102).

Il giornalista Ronnie Dugger in un lungo articolo, pubblicato nel 1984, sul "The Guardian", si chiese:

<<Gli americani potrebbero giustamente chiedersi se il loro presidente... sia personalmente predisposto dalla teologia fondamentalista ad attendersi un qualche Armageddon che inizi con una guerra nucleare in Medio Oriente. (...). Se in Medio Oriente insorgesse una crisi e minacciasse di trasformarsi in un confronto nucleare, il presidente Reagan potrebbe essere incline a credere di assistere all’arrivo dell’Armageddon deciso dalla volontà di Dio?>>
("The Guardian", 21 aprile 1984. L’articolo fu pure pubblicato sul "Washington Post").

La strana religione è più diffusa di quanto si possa immaginare. Sul "Sunday Times" (5 dicembre 1982) Simon Winchester racconta quanto ebbe a dirgli il segretario di un importante politico americano:

<<Decine di giovani uomini e donne in Campidoglio, nel Pentagono, nei diversi ministeri, sostengono che noi siamo la generazione che avrà la grande fortuna di vedere il ritorno di Cristo>>.

Lo stesso Clinton ha ribadito il ruolo preminente dell’America e dunque le scelte del presidente USA <<vanno tutte nella direzione di valorizzare il ruolo guida degli Stati Uniti nel mondo>> ("Avvenimenti", 18 dicembre 1996) e ha sottolineato, come riportava S.S. Rosenfeld sull’I. H. Tribune (28/10/96), che gli Stati Uniti sono un Paese: <<indispensabile per il mondo>>.

E’ evidente la sopravvivenza di tendenze apocalittico-millenaristiche nella cultura contemporanea degli USA. Tendenze piuttosto evidenti anche nella politica estera americana. Scrive ancora Gobbi che l’America ha combattuto:

<<Soltanto in questo secolo... "battaglie finali" contro il fascismo, il comunismo e, più recentemente, contro il fondamentalismo islamico; e soprattutto sono ancora fondamentalmente convinti di essere un "popolo eletto", una "Nazione Redentrice">> (R. Gobbi, op. cit., pag. 223).

Notate la stella di Davide sopra l'Aquila simbolo dell'America.
Gli Stati Uniti sono il nuovo Israele destinato a
governare le genti, secondo il B.I.


CHI TIRA I FILI DELLA STORIA ?


Ricercare certe dinamiche è cosa ardua specie quando riguarda la sfera politica e ciò che sembra del tutto casuale, in molti casi, è stato attentamente preparato. Franklin Delano Roosvelt, presidente americano e 33° del Rito Scozzese, nonché appartenente alla Pilgrim Society e al C.F.R., il governo-ombra americano, affermò: "In politica nulla accade a caso. Ogni qualvolta sopravviene un avvenimento si può star certi che esso era stato previsto per svolgersi in quel modo". Quindi una oscura oligarchia, tira le fila di fantocci, solo apparentemente, alla ribalta della scena politica. Aveva ragione Benjiamin Disraeli, statista inglese del secolo scorso, quando disse: "Il mondo è governato da personaggi ben diversi da quelli creduti da coloro i quali non sanno guardare dietro le quinte". Neppure i partiti contano poi molto. Essi stessi sono a loro volta manovrati, usati, in relazione a degli scopi precisi.

Allora chi tira ora i fili della attuale crisi economica e alimentare che attanaglia sempre più i paesi poveri?

Scrive Blondet: "Michel Albert è un grand commis della politica sovrannazionale... oggi presidente delle Assurances Générales de France, una delle grandi entità finanziarie che hanno promosso il Mercato Unico Europeo. Nel 1989, Albert ha pubblicato un saggio, subito tradotto in Italia dall’editrice il Mulino con il titolo: Crisi, Disastro, Miracolo. Il libro contiene una prognosi sulla fine degli Stati nazionali che rivela un’analisi sicuramente elaborata negli uffici-studi della Trilaterale, e un progetto di ingegneria sociale. …"L’Europa ‘92 lancia il Mercato Unico all’assalto degli Stati nazionali. Li smantellerà". Come? Con "l’anarchia che risulterà" da "un mercato libero e senza frontiere in una società plurinazionale che non riesce a prendere decisioni comuni". A questo "disastro" pianificato, l’oligarchia spera seguirà il "miracolo": gli Stati nazionali devastati invocheranno "una moneta comune, una Banca centrale europea e un bilancio comunitario" (vedi qui).

Quello che è accaduto per l'Europa sta ora capitando a livello globale? Stanno portando alla crisi economica e alla fame il mondo e forse alla anche guerra per poterlo poi plasmare a loro piacimento e per instaurare il Nuovo Ordine Mondiale?

Secondo Weishaupt (massone vissuto nella seconda metà del 700), mettendo in pratica le sue raccomandazioni si doveva arrivare a creare un tale stato di degrado, di confusione e quindi di spossatezza, che le masse avrebbero dovuto reagire cercando un protettore o un benefattore al quale sottomettersi liberamente. Da qui il bisogno di costituire degli Organi Sovranazionali pronti a sfruttare questo stato di cose, fingendosi i salvatori della patria, per istituire un Unico Governo Mondiale . Nel 1871 il piano di Weishaupt viene ulteriormente completato da un suo seguace Americano Albert Pike che elabora un documento per l’istituzione di un Nuovo Ordine Mondiale attraverso tre Guerre Mondiali. Il suo pensiero era che questo programma di guerre avrebbe generato nelle masse un tale bisogno di pace, che sarebbe diventato naturale arrivare alla costituzione di un Unico Governo Mondiale. 

Non a caso dopo la Seconda Guerra Mondiale venne fatto il primo passo in questa direzione con la formazione dell’ONU, che possiamo definire la polizia del mondo degli Illuminati. Tornando al pensiero di Pike, la Prima Guerra Mondiale doveva portare gli Illuminati, che già avevano il controllo di alcuni Stati Europei e stavano conquistando attraverso le loro trame gli Stati Uniti di America, ad avere anche la guida della Russia. Quest’ultima avrebbe poi dovuto interpretare un ruolo che doveva portare alla divisione del mondo in due blocchi. La Seconda Guerra Mondiale sarebbe dovuta partire dalla Germania, manipolando le diverse opinioni tra i nazionalisti tedeschi e i sionisti politicamente impegnati. Inoltre avrebbe portato la Russia ad estendere la sua zona di influenza e reso possibile la costituzione dello Stato di Israele in Palestina. La Terza Guerra Mondiale sarà basata sulle divergenze di opinioni che gli Illuminati avranno creato tra i Sionisti e gli Arabi, programmando l’estensione del conflitto a livello mondiale (vedere qui).

Non c'è che dire, tutto sembra svolgersi secondo i piani...

Ma gli empi non hanno fatto i conti con DIO:

Lo stolto pensa: «Non c'è Dio».

Sono corrotti, fanno cose abominevoli: nessuno più agisce bene.

Il Signore dal cielo si china sugli uomini

per vedere se esista un saggio:

se c'è uno che cerchi Dio.

Tutti hanno traviato, sono tutti corrotti;

più nessuno fa il bene, neppure uno.

Non comprendono nulla tutti i malvagi,

che divorano il mio popolo come il pane?

Non invocano Dio: tremeranno di spavento,

perché Dio è con la stirpe del giusto.

Volete confondere le speranze del misero,

ma il Signore è il suo rifugio.

Venga da Sion la salvezza d'Israele!

Quando il Signore ricondurrà il suo popolo,

esulterà Giacobbe e gioirà Israele.(Sal. 13,17)



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