martedì 7 gennaio 2014

Come i nostri politici hanno svenduto l' Italia



PRIVATIZZAZIONI - COME I NOSTRI POLITICI HANNO SVENDUTO L' ITALIA AI LORO AMICI DELLA FINANZA INTERNAZIONALE

E ---- DISTRUTTO MILIONI DI POSTI DI LAVORO ----

Gia’ dagli anni 80’ – 90’. I GOVERNI HANNO PRIVATIZZATO TANTISSIME AZIENDE ITALIANE -- PUBBLICHE ! -- CIOE’ NOSTRE !!!

NESSUN PAESE EUROPEO HA PRIVATIZZATO COSI’ TANTO,
… E COME LE HANNO PRIVATIZZATE ??!! … le hanno fatto prima svalutare, volutamente, con speculazioni finanziarie e poi svendute ai loro amici … i soliti potenti delle banche mondiali ...
I ROTHSCHILD, ROCKEFELLER, SOROS, DIMON E COMPANY, tramite facoltosi imprenditori italiani .

Il patrimonio dell’ Italia !!! quello che i governi dovevano difendere e gestire, creando ricchezza e posti di lavoro per gli italiani !
QUANDO IL NOSTRO GOVERNO PRIVATIZZA = SIGNIFICA CHE SVENDE LE AZIENDE A QUESTI SPECULATORI .

QUINDI L’ITALIA NON HA PIU’ RISORSE E ANCHE PER QUESTO NON RIESCE AD USCIRE DA QUESTA CRISI . E NON E’ FINITA QUI !
ANCHE IL DEBITO PUBBLICO ITALIANO E’ STATO “ privatizzato – internazionalizzato ”, cioe’ LO HANNO VENDUTO AGLI “ SQUALI ” DELL’ALTA FINANZA INTERNAZIONALE , invece di gestirlo trovando risorse nazionali . 

L' Italia ha perso la sua completa autonomia ed e' in DEFAULT  ---- SIAMO NELLE LORO MANI --- DOBBIAMO ASSOLUTAMENTE LIBERARCI DI QUESTI ---- L'INFORMAZIONE DI MASSA E' COMUNQUE UN' ARMA ------ CONDIVIDETE ------------------ ED E’ QUESTO IL -- GRANDE PROBLEMA -- !!!
Il debito pubblico italiano e’ stato messo in mano alle speculazioni della finanza internazionale, cioe’ in mano a pochi potenti che decidono “ il bello e’ cattivo tempo ” ....E SI SA’ CHE IL CATTIVO TEMPO A LORO PORTA UN MARE DI SOLDI !

Leggete qui sotto tutta la storia e soprattutto vedete il video :
https://www.youtube.com/watch?v=22wgp2rY6D4

NEGLI ANNI 80’ IN POI SONO AVVENUTE MOLTE PRIVATIZZAZIONI, SENZA REGOLE PRECISE E A PREZZI DI FAVORE.

Che stesse cambiando qualcosa, gli italiani lo capivano dal cambio di nome delle aziende, la Sip era diventata Telecom Italia e le Ferrovie dello Stato erano diventate Trenitalia.

Il decreto legislativo 79/99 avrebbe permesso la privatizzazione delle aziende energetiche.
Nel settore del gas e dell'elettricità apparvero numerose aziende private, oggi circa 300.

Dal 24 febbraio del 1998, anche le Poste Italiane diventarono una S.p.a. In seguito alla privatizzazione delle Poste, i costi postali sono aumentati a dismisura e i lavoratori postali vengono assunti con contratti precari.
Oltre 400 uffici postali sono stati chiusi, e quelli rimasti aperti appaiono come luoghi di vendita più che di servizio.

Le nostre autorità giustificavano la svendita delle privatizzazioni dicendo che si doveva "risanare il bilancio pubblico", ma non specificavano che si trattava di pagare altro denaro alle banche, in cambio di banconote che valevano come la carta straccia.
A guadagnare sarebbero state soltanto le banche e i pochi imprenditori già ricchi (Benetton, Tronchetti Provera, Pirelli, Colaninno, Gnutti e pochi altri).

Si diceva che le privatizzazioni avrebbero migliorato la gestione delle aziende, ma in realtà, in tutti i casi, si sono verificati disastri di vario genere, e il prezzo è stato pagato dai cittadini italiani.
Le nostre aziende sono state svendute ad imprenditori che quasi sempre agivano per conto dell'élite finanziaria, da cui ricevevano le somme per l'acquisto.
LA PRIVATIZZAZIONE DELLA TELECOM AVVENNE NELL'OTTOBRE DEL 1997. FU VENDUTA A 11,82 MILIARDI DI EURO, MA ALLA FINE SI INCASSARONO SOLTANTO 7,5 MILIARDI. La società fu rilevata da un gruppo di imprenditori e banche., e al Ministero del Tesoro rimase una quota del 3,5%.
Il piano per il controllo di Telecom aveva la regia nascosta della Merril Lynch, del Gruppo Bancario americano Donaldson Lufkin & Jenrette e della Chase Manhattan Bank.

ALLA FINE DEL 1998, IL TITOLO AVEVA PERSO IL 20% (4,33 euro). LE BANCHE DELL'ÉLITE, LA - CHASE MANHATTAN - E LA - LEHMAN BROTHERS - SI FECERO AVANTI PER ATTUARE UN'OPA. ATTRAVERSO COLANINNO, che ricevette finanziamenti dalla Chase Manhattan, l'OLIVETTI DIVENTÒ PROPRIETARIA DI TELECOM. L'Olivetti era controllata dalla Bell, una società con sede a Lussemburgo, a sua volta controllata dalla Hopa di EMILIO GNUTTI e ROBERTO COLANINNO.
IL TITOLO, CHE DURANTE L'OPA ERA STATO FATTO SALIRE A 20 EURO, NEL GIRO UN ANNO SI DIMEZZÒ.
DOPO POCHI ANNI FINIRÀ SOTTO I TRE EURO.

Nel 2001 la Telecom si trovava in gravi difficoltà, le azioni continuavano a scendere. LA BELL DI GNUTTI E LA UNIPOL DI CONSORTE DECISERO DI VENDERE A TRONCHETTI PROVERA BUONA PARTE LORO QUOTA AZIONARIA IN OLIVETTI. IL PRESIDENTE DI PIRELLI, FINANZIATO DALLA J. P. MORGAN, OTTENNE IL CONTROLLO SU TELECOM, attraverso la finanziaria Olimpia, creata con la famiglia Benetton (sostenuta da Banca Intesa e Unicredit).

DOPO DIECI ANNI DALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA TELECOM, il bilancio è disastroso sotto tutti i punti di vista: oltre 20.000 PERSONE SONO STATE LICENZIATE, I TITOLI AZIONARI HANNO FATTO PERDERE MOLTO DENARO AI RISPARMIATORI, i costi per gli utenti sono aumentati e la società è in perdita.

LA PRIVATIZZAZIONE, OLTRE CHE UN SACCHEGGIO, VENIVA AD ESSERE ANCHE UN MODO PER TRUFFARE I PICCOLI AZIONISTI. LA TELECOM , COME MOLTE ALTRE SOCIETÀ, HA POSTO LA SUA SEDE IN PAESI ESTERI, PER NON PAGARE LE TASSE ALLO STATO ITALIANO. Oltre a perdere le aziende, gli italiani sono stati privati anche degli introiti fiscali di quelle aziende. La Bell, società che controllava la TELECOM ITALIA, aveva sede in Lussemburgo, e AVEVA ALL'INTERNO SOCIETÀ CON SEDE ALLE ISOLE CAYMAN, che, com'è noto, sono un paradiso fiscale.

Gli speculatori finanziari basano la loro attività sull'esistenza di questi paradisi fiscali, dove non è possibile ottenere informazioni nemmeno alle autorità giudiziarie. I PARADISI FISCALI HANNO PERMESSO AGLI SPECULATORI DI DISTRUGGERE LE ECONOMIE DI INTERI PAESI, EPPURE I MEDIA NON PARLANO MAI DI QUESTO GRAVISSIMO PROBLEMA.

METTERE UN'AZIENDA IMPORTANTE COME QUELLA TELEFONICA IN MANI PRIVATE SIGNIFICA ANCHE NON TUTELARE LA PRIVACY DEI CITTADINI, che infatti è stata più volte calpestata, com'è emerso negli ultimi anni.
ANCHE PER le altre privatizzazioni, AUTOSTRADE, POSTE ITALIANE, TRENITALIA ECC., SI SONO VERIFICATE LE MEDESIME DEVASTAZIONI: LICENZIAMENTI, TRUFFE A DANNO DEI RISPARMIATORI, DEGRADO DEL SERVIZIO, SPRECO DI DENARO PUBBLICO, CATTIVA AMMINISTRAZIONE e problemi di vario genere.
LA FAMIGLIA BENETTON È DIVENTATA AZIONISTA DI MAGGIORANZA DELLE AUTOSTRADE. Il contratto di privatizzazione delle Autostrade dava vantaggi soltanto agli acquirenti, FACENDO RIMANERE L'ONERE DELLA MANUTENZIONE SULLE SPALLE DEI CONTRIBUENTI.

I BENETTON HANNO INCASSATO UN BEL PO' DI DENARO GRAZIE ALLA FUSIONE DI AUTOSTRADE CON IL GRUPPO SPAGNOLO ABERTIS. LA FUSIONE È AVVENUTA CON LA COMPLICITÀ DEL GOVERNO PRODI, che in seguito ad un vertice con Zapatero, ha deciso di autorizzarla. Antonio Di Pietro, Ministro delle Infrastrutture, si era opposto, ma ha alla fine si è piegato alle proteste dell'Unione Europea e alla politica del Presidente del Consiglio.
NONOSTANTE I DISASTRI DELLE PRIVATIZZAZIONI, LE NOSTRE AUTORITÀ GOVERNATIVE NON HANNO ALCUNA INTENZIONE DI RINAZIONALIZZARE LE IMPRESE ALLO SFACELO, ANZI, SONO DISPOSTE AD UTILIZZARE DENARO PUBBLICO PER RIPARARE AI DANNI CAUSATI DAI PRIVATI.

La società TRENITALIA è stata portata sull'orlo del fallimento. In pochi anni il servizio è diventato sempre più scadente, i treni sono sempre più sporchi, il costo dei biglietti continua a salire e risultano numerosi disservizi. A causa dei tagli al personale (ad esempio, non c'è più il secondo conducente), si sono verificati diversi incidenti (anche mortali). Nel 2006, l 'amministratore delegato di Trenitalia,Mauro Moretti, si è presentato ad una audizione alla commissione Lavori Pubblici del Senato, per battere cassa, confessando un buco di un miliardo e settecento milioni di euro, che avrebbe potuto portare la società al fallimento. Nell'ottobre del 2006, IL MINISTRO DEI TRASPORTI, ALESSANDRO BIANCHI, APPROVÒ IL PIANO DI RICAPITALIZZAZIONE PROPOSTO DA TRENITALIA. ALTRO DENARO PUBBLICO AD UN'AZIENDA PRIVATIZZATA RIDOTTA ALLO SFACELO.

DIETRO TUTTO QUESTO C'ERA L'ÉLITE ECONOMICO FINANZIARIA (MORGAN, SCHIFF, HARRIMAN, KAHN, WARBURG, ROCKFELLER, ROTHSCHILD ECC.) CHE HA AGITO PREPARANDO UN PROGETTO DI DEVASTAZIONE DELL'ECONOMIA ITALIANA, e lo ha ATTUATO VALENDOSI DI POLITICI, DI FINANZIERI E DI IMPRENDITORI.

Nascondersi è facile in un sistema in cui le banche o le società possono assumere il controllo di altre società o banche. Questo significa che È SEMPRE DIFFICILE CAPIRE VERAMENTE CHI CONTROLLA LE SOCIETÀ PRIVATIZZATE. E' SIMILE AL GIOCO DELLE SCATOLE CINESI, come spiega Giuseppe Turani: "COLANINNO & SOCI CONTROLLANO al 51% la Hopa, che controlla il 56,6% della Bell, che controlla il 13,9% della Olivetti, che controlla il 70% della Tecnost, che controlla il 52% della Telecom". NUMEROSE AZIENDE DI IMPRENDITORI ITALIANI SONO STATE DISTRUTTE DAL SISTEMA DEI MERCATI FINANZIARI, ad esempio la CIRIO e la PARMALAT.

Queste aziende hanno truffato i risparmiatori vendendo obbligazioni societarie ("Bond") con un alto margine di rischio. La Parmalat emise Bond per un valore di 7 miliardi di euro, e allo stesso tempo attuò operazioni finanziarie speculative, e si indebitò. Per non far scendere il valore delle azioni (e per venderne altre) truccava i bilanci.
Le banche nazionali e internazionali sostenevano la situazione perché per loro vantaggiosa, e l'agenzia di rating, Standard & Poor's, si è decisa a declassare la Parmalat soltanto quando la truffa era ormai nota a tutti.

I risparmiatori truffati hanno avviato una procedura giudiziaria contro Calisto Tanzi, Fausto Tonna, Coloniale S.p.a. (società della famiglia Tanzi), Citigroup, Inc. (società finanziaria americana), Buconero LLC (società che faceva capo a Citigroup), Zini & Associates (una compagnia finanziaria americana), Deloitte Touche Tohmatsu (organizzazione che forniva consulenza e servizi professionali), Deloitte & Touche SpA (società di revisione contabile), Grant Thornton International (società di consulenza finanziaria) e Grant Thornton S.p.a. (società incaricata della revisione contabile del sottogruppo Parmalat S.p.a.).

La CIRIO ERA gestita dalla Cragnotti & Partners. I "Partners" non erano altro che UNA SERIE DI BANCHE NAZIONALI E INTERNAZIONALI. La Cirio emise Bond per circa 1.125 milioni di Euro. Molte di queste obbligazioni venivano utilizzate dalle banche per spillare denaro ai piccoli risparmiatori. TUTTO QUESTO AVVENIVA IN PERFETTA ARMONIA COL SISTEMA FINANZIARIO, CHE NON OFFRE GARANZIE DI ONESTÀ E DI TRASPARENZA. GRAZIE ALLE PRIVATIZZAZIONI, UN GRUPPO RISTRETTO DI RICCHI ITALIANI HA ACQUISITO SOMME ENORMI, E HA PERMESSO ALL'ÉLITE ECONOMICO-FINANZIARIA ANGLO-AMERICANA DI ESERCITARE UN PESANTE CONTROLLO, SUI CITTADINI, SULLA POLITICA E SUL PAESE INTERO.

Agli italiani venne dato il contentino di "Mani Pulite", che si risolse con numerose assoluzioni e qualche condanna a pochi anni di carcere.
A CAUSA DELLE PRIVATIZZAZIONI E DEL CONTROLLO DA PARTE DELLA BANCA CENTRALE EUROPEA, IL PAESE È PIÙ POVERO E DEVE PAGARE SOMME MOLTO ALTE PER IL DEBITO. OGNI ANNO VIENE VARATA LA FINANZIARIA, ALLO SCOPO DI PAGARE LE BANCHE E DI PARTECIPARE AL FINANZIAMENTO DELLE LORO GUERRE. Mentre la povertà aumenta, come la disoccupazione, il lavoro precario, il degrado e il potere della mafia.

IL NOSTRO PAESE È OGGI CONTROLLATO DA un gruppo di persone, che impongono, attraverso istituti propagandati come "autorevoli" (FONDO MONETARIO INTERNAZIONALE e BANCA CENTRALE EUROPEA), di tagliare la spesa pubblica, di privatizzare quello che ancora rimane e di attuare politiche non convenienti alla popolazione italiana. I NOSTRI GOVERNI OPERANO NELL'INTERESSE DI QUESTA ÉLITE, E NON IN QUELLO DEL PAESE, viene da pensare tranquillamente che questi si siano vendute anche le proprie mamme …


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